Come ha pensato Mustapha Kanit per un semibluff vincente al day 1 dello Shootout WSOP

Come ha pensato Mustapha Kanit per un semibluff vincente al day 1 dello Shootout WSOP

Altro processo di pensiero da veri numeri uno con il mitico Mustapha Kanit.

Dopo aver analizzato la mano che lo ha eliminato in 13° posizione dall’evento WSOP numero 14, $1.500 NLHE 6-handed, nel blog della room di cui è testimonial la stella di prima grandezza del poker italiano ha analizzato un semibluff andato bene all’evento shootout poi vinto da Michael Simhai.

In entrambi i tornei Musta è andato a premio. In questa edizione il nostro ha poi raggiunto un altro in the money chiudendo in 28° posizione l’evento Mixed NLHE/PLO da 5.000$ di buy-in.

 

La mano

Ecco la mano analizzata da Musta nel suo blog. Blinds 1.000-2.000, Kanit apre da bottone con 120.000 chips di stack, il giocatore su grande buio, stack 80.000, tribetta a 12.000, Kanit chiama con 64.

Flop A – 9 – 3 con due picche, big blind prosegue 14.000, chiama Kanit.

Turn T, big blind checka, Kanit all-in, l’avversario folda e Musta incassa!

 

Il TP di Musta

“All’evento Shootout ho vinto il primo tavolo giocando abbastanza low variance, accumulando chips poco a poco. Mi sovviene una mano che ho vinto in 3-handed.

Su blinds 1.000-2.000, rilancio da bottone con uno stack di 120K. Il big blind, con 80.000 di stack, decide di tribettare a 12.000. Mi sembra che sia una mossa un po’ forzata quindi decido di pagare con 64.

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Il board viene A-9-3 con due picche, quindi con un progetto di colore per me oltre a un backdoor di scala. Il mio avversario prosegue 14.000. Secondo me non può avere un asso vista la size della sua puntata, e con AA in mano non cbetterebbe un importo così alto.

Dopo aver analizzato i suoi schemi di puntata, ho dunque deciso di floatare, con la prospettiva di poter fare qualche mossa su tanti turn. Viene un dieci, il mio avversario checka e io vado all-in: come risultato lui snap-folda.

In questa situazione avrebbe funzionato bene anche su una bet più piccola al turn, o una puntata su una blank o su un picche river se non avessi avuto colore. Questo colpo mi ha permesso di accrescere il gap con gli altri giocatori in modo significativo, e ho potuto vincere facilmente molte mani prima di vincere il mio tavolo.

Purtroppo al secondo tavolo ho perso un coinflip con A-K contro coppia di dieci: non c’erano tante altre cose da fare.

 

A cosa serve analizzare delle mani basiche?

In chiusura di post, Kanit spiega la sua decisione di analizzare delle mani che a prima vista potrebbero sembrare estremamente ‘basic’:

“Perché ho deciso di analizzare queste due mani? Anche se possono sembrare basiche, mostrano soprattutto che nel poker dal vivo non c’è mai un solo modo di giocare una mano. Dal vivo possiamo racimolare molte informazioni sui nostri avversari, e le nostre decisioni possono evolvere di conseguenza. Personalmente esco dai ‘sentieri battuti’ solamente quando ho molte informazioni o un elemento probante che mi fa definire il range del mio avversario in modo diverso. I top player sanno identificare queste cose e adattare il loro gioco di conseguenza, caso per caso. Ancora una volta, l’importante è restare concentrati. In conclusione, sono abbastanza soddisfatto della mia performance globale e ho molta fiducia per la fine delle WSOP.”

 

Foto in alto: Alec Rome / PokerNews

Author: Ruben Evans