Gianluca Speranza racconta le due mani decisive per la vittoria del 25k High Roller EPT

Gianluca Speranza racconta le due mani decisive per la vittoria del 25k High Roller EPT

Dopo la splendida vittoria del 25.000€ High Roller EPT, da Montecarlo Gianluca Speranza ha fatto una deviazione nella sua L’Aquila per festeggiare in famiglia.

La gioia era troppa e l’aereo perso per Vienna, la città in cui da qualche anno si è trasferito per misurarsi coi più forti del mondo sulle piattaforme internazionali di gioco online, è stato preso come una sorta di segno del destino.

Tra un paio di giorni Gianluca tornerà in Austria. Intanto ci ha raccontato le mani risultate decisive per questa bellissima vittoria che gli ha fatto superare il muro dei quattro milioni e mezzo di dollari in vincite live.

Che il vento tirasse in poppa si poteva capire da subito. Dopo quattro mani giocate Speranza è diventato chipleader, posizione poi mantenuta sia alla composizione del tavolo finale a nove che in quello ufficiale a sei.

 

Il quads a sei left

Dopo l’eliminazione di Jean-Noel Thorel in settima posizione, Gianluca Speranza è tallonato nel chipcount dal francese Bruno Lopes.

Al rientro dalla seconda pausa di giornata, il blog ufficiale di PokerNews riporta un pot di 200.000 su flop 899, con Lopes che da small blind check-chiama la bet 50.000 di Speranza. Sul 2 turn Lopes checka ancora e chiama la bet 155.000 di Speranza. La dinamica si ripete sul 9 che scende al river, ma stavolta Speranza spara 400 mila rotondi e dopo il call avversario gira J9 per il quads e incassa.

“In quel momento c’era un po’ di sfida aperta con Bruno Lopes, diciamo che era un po’ sospettoso nei miei confronti – spiega Gianluca – Su flop 9-9-8 punto un buio, nel momento in cui lui chiama mi dà un segnale che aveva qualcosa ma non voleva foldare. Il 2 al turn è bellissimo, in realtà non è che avessi paura di chissà quali carte, ma di sicuro lui con draw coppie e asso carta alta avrebbe continuato, anche perché in quel momento al tavolo finale ci sono stati diversi showdown in cui si è arrivati con Asso o anche Re carta alta. Quando lui chiama ancora sul terzo 9 che arriva al river il mio range è polarizzato. Lui sa che posso bluffare molto spesso, perché comunque dopo aver io bettato due strade è scontato che al river bluffi sempre. So che lui può chiamare molto spesso, a rivedere la mano adesso mi dico che forse avrei potuto allargare un po’ la size della value bet river ma in quel momento volevo essere sicuro di essere chiamato e ho preferito non strafare”.

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L’ultima mano dell’heads-up

L’altra mano decisiva – va da sè – è quella della vittoria. Dopo aver rilanciato 83 da bottone, Speranza trova non solo un flop 92Q ma anche l’avversario che donkbetta.

Sul turn 6 Lopes betta 400.000, Speranza rilancia a 1,1 milioni e snappa l’instant-shove avversario: Lopes gira Q8 ed è drawing dead, Speranza è campione!

“Prima di questa mano il testa a testa aveva avuto diversi saliscendi. Lui era sceso e poi ha vinto un coinflip AJ>TT che lo ha fatto tornare al punto di partenza ossia a 3,5 milioni contro i miei 5,5. Credo che durante la pausa abbia parlato col suo coach Winamax che giustamente gli avrà detto di aggredire di più ed essere un po’ meno passivo per cercare di mettermi in difficoltà; perché alla ripresa dei giochi ha preso qualche rischio in più che è stato pagato, penso a una mano in cui lui ha trovato trips e io non sono riuscito a mettere sotto doppia coppia. In una decina di mani era risalito di un milioncino recuperando una buona parte dello svantaggio. Però è chiaro che giocando più aggressivo ti esponi a maggiori rischi… Dopo aver rilanciato questo 83s e aver floppato colore, Bruno ha fatto una cosa che negli ultimi tempi diversi hanno aggiunto alle loro mosse, ovvero outbetta. Il suo outbet mi dà molte informazioni, probabilmente più di quante ne avrei dovute avere. Faccio solo call. Al turn quando ha bettato ancora ho immaginato che avesse qualcosa di buono che non avrebbe foldato. L’unico dubbio riguardava un eventuale suo colore al dieci o al jack che avrebbe potuto giocare così, ma era davvero difficile. Ho optato per un rilancio perché gli stavo mettendo pressione e sapevo che lo avrei messo in uno spot difficile. Tendenzialmente sapevo che non avrebbe foldato, conoscendolo sapevo che non avrebbe passato, sul suo all-in è stato tutto facile ma probabilmente la mano sarebbe finita allo stesso modo anche se lui avesse tenuto una linea diversa dall’outbet.

 

 

Foto sotto al titolo: Danny Maxwell / PokerNews

Author: Ruben Evans