Il racconto di Pierpaolo, il romano che gioca con Doug Polk nelle dirette streaming del The Lodge

Il racconto di Pierpaolo, il romano che gioca con Doug Polk nelle dirette streaming del The Lodge

Rounders italiani nel mondo.

Tra i protagonisti delle partite cash game trasmesse in streaming del The Lodge, il casinò texano di recente acquistato da Doug Polk che ospiterà la super-sfida contro ‘Jungleman’, c’è anche un nostro connazionale.

Si chiama Pierpaolo, “Pier” come viene chiamato nelle dirette streaming, ha 33 anni, viene da Roma e alle spalle ha una storia pokeristica davvero singolare: ecco il suo racconto.

 

L’arrivo negli States

Via Telegram Pier racconta di aver iniziato a giocare a poker nel 2011 for fun con gli amici. Nel 2012 ha aperto un account online in cui iniziò a giocare i microlimiti.

Nel 2013 partì per Las Vegas e da allora non è più tornato in Italia:

“Partii con l’amico Diego Roberti, giocavamo insieme online e arrivati a Vegas iniziammo a giocare live la 1$-2$. All’inizio andavamo al Bellagio poi ci spostammo per lo più al Planet Hollywood, che era una room più “degenerata” se mi passi il termine, nel senso che c’era quella fauna notturna che al tavolo aumenta il guadagno orario”.

 

California dreamin’

Costruito un buon roll a Sin City, Pierpaolo si è poi spostato in California:

“Dopo il trasferimento in California ho continuato a giocare la 1$-2$ e poi la 2$-5$ per qualche anno prima di salire alle partite più alte una volta acquisiti esperienza e roll. Vivevo nei pressi di San Francisco, in una zona molto vicina alla Silicon Valley. Quindi c’erano un sacco di soldi che giravano. A giocare arrivavano questi ingegneri di Google o di Amazon che di solito lasciavano belle banconote sul tavolo. Era una gemma nascosta perché sia a Las Vegas che a Los Angeles in quel periodo c’erano un sacco di europei ai tavoli, quindi tanti reg. Devo dire che sono stato fortunato a trovarmi in quel posto”

 

Il trasferimento in Texas

L’arrivo della pandemia però ha rivoluzionato le abitudini di Pierpaolo:

“In California non c’erano più partite, era tutto chiuso per il lockdown. Quindi ho preso un’altra strada e sono venuto in Texas dove è sempre rimasto tutto aperto, giusto un paio di mesi ci sono state restrizioni un po’ più rigide.”

Nella nuova realtà Pier ha trovato in fretta la sua strada:

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“Qui tutte le partite sono con straddle, si inizia con il singolo poi capita spesso che durante la notte si degeneri. Avevo letto di Andrew Neeme che aveva comprato il Lodge quindi iniziai a giocare lì. Dopo un po’ di tempo mi arrivò un messaggio di Doug…”

 

Il rapporto con Polk

Pier spiega che il super professionista americano voleva da lui qualche consiglio sulla gestione della sala:

“In pratica nel momento in cui ha comprato la sala del Lodge Doug Polk ha preso i nomi dei reg che giocano più costantemente e li ha contattati. Nel messaggio mi chiedeva se potevamo fare una chiacchierata. Mi ha chiamato e mi ha tenuto al telefono 40 minuti buoni per avere feedback e consigli. Sono rimasto sorpreso e impressionato perché gli interessava davvero sapere il punto di vista dei reg. Di solito ai casinò non interessa nulla dei poker player. L’approccio di Doug è diverso, cerca di mettersi nei panni della gente che gioca per lavoro”.

Da quel momento Pier ha iniziato a ‘incrociare le carte’ al tavolo verde anche con Doug:

“Lui adesso c’è sempre per la partita che inizia il venerdì alle 15, che sia la 5-10 o la 10-20. Adesso siamo buoni conoscenti, al tavolo è simpatico, dà azione e quando c’è lui si cazzeggia sempre parecchio. Nei fullring, da che è tornato a giocare, ha preso qualche bella sberla. Lo ha detto anche lui di aver perso 300k. Ma credo che ora si è messo sotto a studiare perché è davvero molto competitivo e li ha ripresi quasi tutti. All’inizio per dire giocava 6-4s da tutte le posizioni, che nelle partite full ring non è proprio il massimo. Ma è un giocatore ultra brillante e super competitivo quindi non ci ha messo molto ad adattarsi”.

 

Gli streaming del Lodge

Grazie al rapporto con Polk, Pierpaolo ha iniziato a essere invitato nelle partite del Lodge che vengono trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube del casinò:

“Le partite organizzate a invito sono davvero belle qui. Ci sono dei pro, che sono sempre forti, ma gli organizzatori approntano delle line-up miste, al contrario di Las Vegas dove spesso trovi tavoli con sette professionisti e un ricreazionale. Ma anche nelle partite che partono a caso il livello è molto più basso di quello di Vegas, per non parlare della rake, che qui è intorno a 10 dollari l’ora mentre lì di sette dollari a piatto”.

Nelle partite sotto le telecamere Pier indossa spesso, con estremo orgoglio, la maglia della nazionale italiana (vedi foto in alto), e spera di ricevere il tifo dei connazionali:

“Gli streaming di solito partono la sera alle 21 ora italiana, quindi spero che ci siano dei connazionali appassionati di poker che mi seguiranno e faranno il tifo per me in chat. Voglio invitare tutti coloro che seguiranno gli streaming del Lodge in cui giocherò a scrivere in chat e darmi supporto, il tifo per me è davvero importante!”

Ecco una sessione 5$-10$ del Lodge in cui il nostro Pier è stato protagonista al fianco di Doug Polk:

Author: Ruben Evans