Le nuove tendenze del poker live viste alle WSOP da Marco Bognanni

Le nuove tendenze del poker live viste alle WSOP da Marco Bognanni

Gli Stati Uniti sono sempre arrivati prima rispetto all’Italia, non solo in ambito pokeristico.

Dal nostro punto di vista, seguendo le tendenze che si affermano oltreoceano è possibile capire in anticipo cosa arriverà ai tavoli europei.

In questo le World Series Of Poker che si sono concluse con il botto di Gianluca Speranza sono un bel laboratorio.

Nel corso della chiacchierata in cui ci ha spiegato l’idea dell’asta per vendere una quota del Main Event, Marco Bognanni ci ha anche raccontato i cambiamenti che ha trovato nei field delle WSOP.

 

Un approccio diverso

Per iniziare Marco sostiene che i giocatori americani hanno un approccio al poker molto diverso dagli europei.

“Per l’americano medio giocare tornei fino a 2.500$ di buy-in è una cosa molto normale – dice – Mi sono fatto l’idea che per loro siano più abbordabili, forse per gli stipendi medi statunitensi, perché vedo gente che a malapena sa le regole che non perde l’occasione di sedere a questi tornei. Credo che rispetto all’Europa, in in America 1000$-1500$ valgono molto meno. Sarà questione di tenore di vita o di stipendio medio più alto.”

Ciò ovviamente si riverbera nella qualità media degli avversari che si trovano alle World Series Of Poker.

“In questa trasferta avevo uno schedule di 40 eventi possibili da giocare. Alla fine ne ho giocati la maggior parte. Quando fai un programma così sai che può cambiare per qualche deep run o per i rebuy. Io se posso fare un rebuy con cui torno al tavolo con 20 bb lo faccio se vale la pena. Alle WSOP questa condizione vale, mi è capitato di farlo tre volte”.

 

Tendenza al ribasso

Secondo Bognanni, nella qualità del field che ha incrociato alle WSOP può aver influito la pandemia:

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“Ho trovato errori e scarsezza media più alta degli altri anni. Si vede anche che c’era più gente che non giocava da tanto tempo… Magari è andata che nel 2020 non ci sono state e ad autunno 2021 tanti americani non hanno giocato.”

 

Ma più aggressiva

Secondo Bognanni però è lo stesso stile del giocatore medio a essere cambiato. I loose passive di un tempo sono quasi scomparsi dai tavoli.

“Ho trovato un livello medio più basso, ma anche i giocatori scarsi con tendenze più aggressive. Il giocatore scarso, magari di una certa età, passivo, non lo ritrovo facilmente più. Il classico tizio che con top pair fa solo call, o con AQ flatta preflop e poi se non prende folda, o chiama con top pair e poi lo puoi far foldare su scary… Ecco, questo tipo di giocatore l’ho visto davvero raramente. Al contrario ci sono più avversari scarsi che ti possono mettere in difficoltà”

 

A tutto preflop

Marco sostiene che ci sarà un ribaltone delle tendenze preflop nell’immediato futuro:

“Credo che in uno o due anni si tornerà a giocarsi i soldi preflop, anche molto più loose. C’è stato un periodo in cui tutti si chiudevano e c’era molto più gioco postflop, ultimamente, ma ora noto che stanno aumentando 3bet e 4bet preflop, magari ancora non ai livelli dell’EPT 2010, dove ho visto 5bet allin con A8o, ma se anche vedi alcune mani del Main Event WSOP 3 tavoli left che ha fatto quel Rebei, che secondo me è un fish, quel tipo di giocatore c’è molto di più secondo me”.

Ovviamente il piacentino sottolinea come sia importante adattarsi in fretta al mutare delle situazioni:

“Non bisogna aspettare, invece è opportuno reagire alla pressione. Se non sai reagire a questo tipo di giocatori ti lasci erodere lo stack. La tendenza comunque è generale, sia dei giocatori più scarsi che dei più bravi. Oggi è più facile vedere un call a 3bet con KK-AA e una 4bet o 5bet con A5s, perché i range preflop stanno tornando a essere molto larghi”.

Author: Ruben Evans