Le sedi storiche WSOP | Italiapokerclub

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E’ questione di ore, per l’inizio delle World Series of Poker 2022. Campionati del Mondo che, per la prima volta in assoluto, si disputeranno sulla Strip, dato che come detto sarà il Casino Bally’s (in compagnia del suo vicino di casa Paris) ad ospitare le tanto attese WSOP.

E’ una sede nuova, inedita: ma andiamo a vedere quelle che finora sono state le sedi delle World Series of Poker.

L’esordio al Binion’s (1970-2004)

Come abbiamo detto dettagliatamente quando abbiamo ripercorso la storia delle WSOP , le WSOP sono un tratto caratteristico di Las Vegas grazie in primis alla famiglia Binions, che dal 1970 inizia ad ospitare i tornei presso il proprio Casino, ubicato a Downtown.

Nei primi anni, quelli con protagonisti i leggendari Amarillo Slim, Johnny Moss e Doyle Brunson, si disputano tutti all’interno del Casino, che per l’occasione aveva allestito la prima vera e propria poker room di Las Vegas. La partecipazione, almeno nei primi anni, non era così numerosa da mettere in difficoltà l’organizzazione; discorso diverso quando hanno iniziato ad avvicinarsi le TV e si sono affermati giocatori del calibro di Stu Ungar e Phil Hellmuth, tanto che il tavolo finale (che iniziava ad essere ripreso dalle telecamere) veniva disputato in esterna, al centro della spettacolare Freemont Street.

Il boom al Rio (2005-2021)

Negli anni, il brand WSOP si ingrandisce sempre più, attirando investitori e corporate che credono nel brand. Come se non bastasse, il 2003 diventa un anno cardine grazie alla vittoria del Main Event di Chris Moneymaker, che fa letteralmente esplodere il poker a livello mondiale: a quel punto, il Binion’s non è più in grado di accogliere le migliaia di giocatori che accorrono a Sin City e – contestualmente all’acquisto del Binion’s da parte di Harrah’s Entertainment – le WSOP si spostano nella pachidermica area dietro il Rio, struttura ubicata a Flamingo Road, dove si possono tranquillamente disputare tornei da migliaia e migliaia di partecipanti.

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Mano mano che il tempo passa, si infrangono record su record: il 2006 è stato l’anno più luminoso, poiché 8.773 giocatori sono entrati nel Main Event e hanno partecipato per un montepremi di $ 82,5 milioni. Il vincitore è stato Jamie Gold, che ha portato a casa il premio più grande in un evento principale: $ 12.000.000.

La partecipazione dei giocatori internazionali è aumentata notevolmente col passare delle edizioni, e negli ultimi 13 anni sono stati ben 7 i campioni stranieri: Peter Eastgate (2008), Jonathan Duhamel (2010), Pius Heinz (2011), Martin Jacobson (2014), Hossein Ensan (2019) , Damián Salas (2020) e Koray Aldemir (2021).

Tuttavia, nonostante il grande successo, il Rio non è stato esente da critiche:  oltre alla sua posizione lontano dalla Strip, i giocatori si sono lamentati dell’età dell’hotel, dei pochi bagni e della mancanza di ristoranti di qualità. E’ stato un assist per Caesars, che anche grazie al malumore diffuso è entrata in azione.

L’arrivo al Bally’s (2022)

Con Caesars Entertainment nuova proprietaria del brand, la mossa ad effetto è stata quella di spostare le WSOP sulla Strip, il punto più iconico e spettacolare di Las Vegas. Il Casino prescelto è stato il Bally’s di Las Vegas Boulevard, che in questi mesi invernali ha subito un grosso lavoro di rinnovo per somigliare, romanticamente, proprio a quel Binion’s che ospitava le WSOP dagli anni ’70. La struttura sembra essere in grado di supportare ogni tipo di affluenza: vedremo in questo 2022 se, da un punto di vista logistico, la Strip sarà all’altezza dei successi del Rio e dell’Horseshoe.

Author: Ruben Evans