Preparazione olistica, postura, statistica. Il poker moderno non regala più niente

Alan Schoonmaker, la bio dello psicologo pokerista

Quante volte si è letto e sentito in giro che le dinamiche che governano un gioco come il poker, non conoscono soluzione di continuità se ci riferiamo ai cambiamenti in virtù dei quali la disciplina è in continua evoluzione. 

Ci sono però degli aspetti intorno ai quali il violento turbinio del cambiamento, è decisamente più sostanziale rispetto ad altri.

Il cambiamento epocale

La maggior parte dei giocatori che cominciano a giocare a poker, anzi, la stragrande maggioranza di essi, parliamo di una percentuale non quantificabile per motivi prettamente logistici, ma non penso superiore al 95/96% di essi, non ha una minima concezione di ciò a cui sta andando incontro. 

Lasciando da parte i giocatori che cominciano per il puro gusto del divertimento e coloro i quali che non hanno nessuna intenzione di iniziare con l’idea di diventare “professionisti“, o quanto meno di studiare l’attrezzo per ricavarne uno stipendio più o meno fisso, rimane fuori una percentuale che “vorrebbe ma non può e nemmeno potrà mai”. 

Parlo soprattutto di quei novizi, talvolta travolti da spirito emulativo originato dalla sessione a casa “di suo cugino che ha fatto 12° al Big da 2 Euro“, che pensano di spaccare il mondo al primo evento online che aprono.

Ci sta, ci mancherebbe, è comprensibile. Soprattutto in virtù del fatto che qualche risultato conseguito alle prime armi, possa darti quell’input iniziale che ti porta ad avere l’entusiasmo che tutti noi abbiamo provato quando siamo partiti.

La testa dell’asino

C’è un piccolo problema da tenere però presente. Anzi due.

Il primo è che un ragionamento di quel tipo poteva, paradossalmente, andare bene nel 2006, oppure qualche anno più tardi, quando il poker online è stato definitivamente sdoganato nel Vecchio Continente, Italia compresa.

Clickare era quasi un solo e mero divertimento, in virtù di un acquario all’interno del quale bastava essere un po’ più svegli della media, per non farsi mangiare dai pesci più grandetti. E per emergere non parliamo di vincere, ma quanto meno di non re-loadare ogni tre giorni.

Il secondo è che, oggi come oggi, non basta nemmeno più semplicemente informarsi, ma occorre aggiornarsi e occorre farlo quotidianamente.

Il field del .it è saturo di giocatori che apprendono le dinamiche più moderne che imparano dal .com, o da chi gioca sul .com e “riporta” ciò che ha visto sul mercato chiuso nel quale siamo costretti a misurarci se non abbiamo la residenza estera ( lasciamo da parte i VPN che è un discorso ancora diverso ).

I più svegli oggi, rispetto a ieri, sono quelli che hanno gli occhi aperti e non si lasciano sfuggire quelle meccaniche. La differenza principale sta nel fatto di “esserci“, di proporsi.

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Il poker moderno

Oggi come oggi, qui veniamo al punto, per diventare dei buoni giocatori e battere con costanza i livelli ai quali ci si approccia, non è più nemmeno sufficiente il classico coaching in voga negli anni passati.

Un professionista del calibro di Justin Bonomo, ha dichiarato che “la crescita di Internet e del poker online sia la ragione principale dietro la velocità di avanzamento dei pensieri dei giocatori più forti“.

Una frase che ad una prima analisi sembrerebbe banale, ma che cela la presenza di una sorta di volano che fa da moltiplicatore rispetto alla velocità di pensiero di ogni giocatore. Chi pensa più veloce degli altri, e ovviamente, lo fa nel migliore dei modi, ha in mano l’arma letale per distruggere il field.

Ovviamente il pensiero di ogni lettore andrà sparato verso i solver, ma qui stiamo parlando di un altro concetto.

Questa è la summa del nuovo giocatore vincente e della nuova era del “sesto senso” così caro ai giocatori di un tempo.

Non serve più, o almeno non serve esclusivamente, la sensibilità del giocatore di poker. Servono statistica, matematica, psicologia spiccia applicata al gioco e forma fisica.

Evan Jarvis insegna su Gripsed ad impattare sui tavoli in maniera quasi olistica, dando un’importanza fondamentale alla salute, alla postura mentre si gioca da casa, all’attenzione a ciò che si sta facendo. 

Abbiamo spesso parlato del testo di Jared Tendler e Barry Carter, “Mental Game of Poker” che si concentra interamente sulla parte mentale del gioco. Ma è sufficiente farsi un giretto sul web per capire come il poker sia ormai trattato come una disciplina a tutto tondo, dove i migliori non tralasciano nessun particolare, RunItOnce ne è un esempio lampante. 

E alla fine qual è la percentuale dei giocatori che vincono costantemente? Il 4/5%.

…Vi ricorda qualcosa?

 

Author: Ruben Evans