Una nice hand di Dario Sammartino contro Justin Bonomo al day 1 del 250K High Roller WSOP

Una nice hand di Dario Sammartino contro Justin Bonomo al day 1 del 250K High Roller WSOP

Poco fa il day 1 del 250.000$ High Roller WSOP ha chiuso con il nostro Dario Sammartino terzo nel chipcount.

Per Dario è il torneo più costoso giocato finora nella sua scintillante carriera.

Il napoletano ha affrontato la giornata senza timori reverenziali di sorta, come chiarisce la nice hand vinta contro Justin Bonomo che andiamo a raccontare.

 

La prima volta di Dario a un 250k

Come ha scritto Dario stesso in una storia pubblicata su Instagram, quello di oggi è stato il torneo più costoso che ha giocato finora.

Come spesso accade a queste fasce di buy-in, al tavolo il field era tremendo. Guardate la storia di Dario!

 

Daniel Negreanu, Dan Smith, Justin Bonomo, Koray Aldemir, Michael Addamo… Decisamente un ‘tavolo della morte’ peggiore di quello capitato all’azzurro al day 2 dell’evento Mixed Big Bet.

 

La mano

Ma Dario come detto ha affrontato la giornata a viso aperto, senza paura di nessuno. Ecco la mano vinta contro Bonomo.

Settimo livello del torneo, blinds 10.000-15.000 con bb ante. Gli stack sono profondissimi. Sulla apertura da cutoff a 30 mila di Justin Bonomo, Dario Sammartino chiama da small blind, chiama anche Steven Veneziano da big blind.

Flop JT6, dopo i check avversari Bonomo prosegue 30 mila, chiama solo Sammartino

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Sul turn T Dario check-chiama di nuovo sulla second barrel a 70.000 di Bonomo.

River 6 e la mano va in doppio check.

Dario gira AQ, un asso carta alta che è comunque buono a spingere Bonomo a gettare le sue nel muck.

 

Dinamiche aliene

Della mano salta subito all’occhio la action preflop. Con il top del range, sull’openraise di Bonomo da late position, Dario si limita a flattare senza andare in tribet.

I motivi possono essere molteplici. Possiamo ipotizzare che tra i primi c’è sicuramente la volontà di tenere dentro alla mano Bonomo, il cui range di openraise da cutoff è verosimilmente molto ampio. L’americano quindi folderebbe sulla eventuale tribet di Dario un numero consistente di volte.

Logicamente crediamo che Dario, dopo essersi astenuto dal contro rilancio preflop, avesse già il piano di chiamare sempre sulle prime tre carte comuni.

E dopo il call al flop, il turn che paira il board non lo può far deragliare dalla linea che ha deciso di prendere.

Molto interessante sarebbe stato vedere cosa avrebbe fatto il nostro sulla eventuale third barrel di Bonomo. L’americano invece si arrende e checka dietro: secondo voi che carte aveva? Ditecelo su Facebook!

 

Foto in alto by Spenser Sembrat / PokerNews

Author: Ruben Evans