WSOP 2022: Sammartino e Trevisani on fire nel main, anche Pescatori fra i 10 azzurri promossi al day 3

Una nice hand di Dario Sammartino contro Justin Bonomo al day 1 del 250K High Roller WSOP

Il dado è definitivamente tratto.

Nel $10.000 main event, delle WSOP 2022, dopo quattro day 1 e un doppio day 2, abbiamo 2.993 players che questa sera si uniranno per il day 3. Dal day 2B arrivano altri 10 italiani e dunque, saranno 18 gli azzurri pronti a giocarsi le loro chance nel campionato del mondo.

Dario Sammartino è il migliore dei nostri connazionali, almeno in questo round e con lui si mette in evidenza il giornalista Riccardo Trevisani. Passano a loro volta, Enrico Mosca, Max Pescatori e Luigi Torquato solo per citarne alcuni.

Niente record a Las Vegas per il main event, ma l’edizione in corso diventa la seconda più grande di sempre, alle spalle di quella del 2006: il cui primato tiene con 8.773, rispetto agli 8.663 fatti registrare quest’anno.

Al campione del mondo sono destinati 10 milioni di dollari, con 1.300 players che finiranno a premio.

Vediamo cosa è successo nella notte a Las Vegas.

Dario Sammartino ci riprova tre anni dopo

Il $10.000 main event, alle WSOP 2022, ci consegna al termine del day 2B ancora 10 azzurri in lizza. In 25 sono tornati ai tavoli, ma per 15 giocatori del Bel Paese la corsa si è chiusa prima del previsto. Fra coloro che staccano il pass per la terza giornata, salta agli occhi e nemmeno poco, Dario Sammartino.

Il Partenopeo da l’assalto a quel bracciale sfuggito di un soffio nel campionato del mondo 2019, con “MadGenius87” che si arrese al secondo posto. Per il campano 215.000 pezzi nella busta e miglior stack per gli italiani di questo secondo ed ultimo day 2. Alle spalle di Dario, ecco la mina vagante che risponde al nome di Riccardo Trevisani.

Il giornalista e telecronista di Mediaset si conferma a suo agio nell’evento principale a Las Vegas e si avvia alla terza giornata con 162.000 gettoni. Appena mille in più del solito Marco D’Amico: quest’ultimo da miglior azzurro nel day 1D, ecco che lo troviamo a quota 161.000 a completare il podio virtuale dei nostri connazionali.

Prestazione di spessore per Andrea Galan Bremo, il quale quadruplica il suo stack di inizio giornata e decolla con 131.500 fiches. Passano al day 3, con identici stack Giovanni Petroni ed Enrico Mosca: loro ripartiranno con 125.000 unità. Alessandro Mura, è l’ultimo dei nostri sopra il muro delle 100 mila chips, con 101.500.

Poi è la volta di Max Pescatori: ha rallentato il ritmo, rispetto al day 1D, ma il “Piarata” con i suoi 70.500 gettoni ha le skills per puntare alla grande rimonta. Sono chiamati al cambio di passo anche Luigi Torquato e Luca Venuto. Per Luigi ci sono 60.500 pezzi con cui risalire la china, mentre Luca accumula 44.500 unità.

Niente da fare per il resto della truppa italica: da Andrea Dato a Raffaele Sorrentino, passando per Mario Perati, Alessio Fratti, Claudio di Giacomo, Marco Bognanni e fino a raggiungere Maurizio Saieva, solo per citarne alcuni. Anche per loro, l’arrivederci al 2023 con il campionato del mondo.

Il count azzurro

Dario Sammartino 215,000
Riccardo Trevisani 162,000
Marco D’Amico 161,000
Andrea Galan Bremo 131.500
Giovanni Petroni 125,000
Enrico Mosca 125,000
Alessandro Mura 101,500
Max Pescatori 70,500
Luigi Torquato 60,500
Luca Venuto 44,500

Il borsino dei big

Tanto spettacolo e tante emozioni, nel day 2B del $10.000 Main Event, alle WSOP 2022. Non sono ovviamente mancati i colpi di scena, con diversi big protagonisti, sia nel bene e sia nel male.

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Bryn Kenney, ad esempio, sale in maniera esponenziale quando sul board 6-9-10-J-5 chiama con K-Q il push di un rivale che mostra 6-6. Il set floppato è reso vano dalla scala chiusa al turn dal giocatore americano che decolla nel count.

Non va bene invece a Doug Polk. Il noto giocatore-streamer muove allin con J 10 sul board 5 4 3 J . Dall’altra parte Justin Chu chiama con K 4 .Top pair vs progetto di colore e al river scende un 6 che chiude i giochi e costringe alla resa il player a stelle e strisce.

Anche le quote rose non stanno certo a guardare e la scatenata Gaelle Baumann ne fa fuori due in un colpo solo: la giocatrice francese si presenta allo showdown preflop con Q-Q e deve lottare vs A-K e vs A-J. Il board premia la transalpina che schizza a 300 mila pezzi, dopo questa mano.

Leader della corsa, nel day 2B, è Muhammad Abdel Rahim. Giocatore abituato alle Deep run, con un tavolo finale in carriera alle World Series nel 2016, chiuso al quarto posto nel $1,500 No Limit Hold’em. Decisiva la mano con K-K vs A-K, in cui il neo leader vince un monster pot e si porta al comando del count di giornata, a quota 936,500 chips.

Sono 1.733 coloro che completano il giro di boa alla fine del day 2B. Sommati ai 1.260 promossi del day 2A, ecco che in 2.993 torneranno al day 3 sulla strada che porta alla zona premi. Le previsioni sullo scoppio della bolla, parlano di un possibile approdo “In the Money” ad inizio day 4.

La top 10 del day 2B

1 Muhammad Abdel Rahim  936,500
2 Marsel Backa  738,000
3 Ryan Torgersen 731,500
4 Mauricio Solano 674,000
5 Bryn Kenney  665,000
6 Jared Hyman 661,500
7 Shota Nakanishi  643,000
8 Michael Huynh  640,500
9 Mathieu His  616,000
10 Florian Guimond 595,000

Il record non crolla, ma che numeri a Vegas

Profezia sbagliata e per il 16° anno consecutivo, alle World Series resiste il record di paganti del 2006, per quanto riguarda il $10.000 Main Event: allora furono 8.773 ingressi. Nell’edizione in corso, alle WSOP 2022, c’erano segnali incoraggianti che lasciavano presupporre l’approdo ad un nuovo primato.

E invece neanche stavolta il record, ormai storico, è caduto. Altri 454 players hanno sfruttato la late registration aperta fino al termine del secondo livello di gioco. Tutto questo non è bastato per il sorpasso, con il totale che raggiunge quota 8.663 paganti, vale a dire a 110 buyin dal primato.

Va da sé che il numero raggiunto in questa edizione è di proporzioni fantastiche: in primo luogo per il periodo storico che stiamo vivendo e con la Pandemia che aleggia ancora. In secondo luogo, per tutti i problemi logistici che in questi due anni la pandemia stessa ha creato. Non solo, il main event in questione diventa il secondo più grande di sempre, dopo quello del 2006. Ma il dato che arriva dal Bally’s e Paris Casinò, sottolinea anche l’ottima decisione di spostare le WSOP dal Rio al cuore di Las Vegas: la Strip.

Gli 8.663 paganti hanno generato un montepremi netto di 80.782.475 dollari. In 1.300 andranno a premio: cash minimo di 15.000 dollari e prima moneta da 10 milioni di bigliettoni per il futuro campione del mondo. Tra primo e runner up ballano la bellezza di 4 milioni di dollari, considerando che il secondo classificato porterà a casa 6 milioni di verdoni.

Chi sbolla il final table, ossia il decimo classificato, si consola con 675.000$, mentre il nono classificato sarà l’unico non milionario del tavolo finale con 850.000$. Dall’ottavo in poi, solo premi a sette cifre. Il terzo classificato riceve 4 milioni di dollari, con 3 milioni a gonfiare le tasche del quarto. Ovviamente stiamo parlando di premi lordi, su cui ogni singolo giocatore pagherà le tasse in base alle leggi del proprio paese.

Il payout del tavolo finale

1 $ 10.000.000
2 $ 6.000.000
3 $ 4.000.000
4 $ 3.000.000
5 $ 2.250.000
6 $ 1.750.000
7 $ 1.350.000
8 $ 1.075.000
9 $ 850.675

Author: Ruben Evans