L’incredibile tracollo di Teun Mulder al tavolo finale del Main Event EPT Praga

L’incredibile tracollo di Teun Mulder al tavolo finale del Main Event EPT Praga

Mai dire mai: il poker è il gioco in cui non si possono avere certezze su nulla.

Per i dettagli del caso oggi scriviamo di chiedere a Teun Mulder.

Nelle ultime giornate del Main Event EPT in cui il nostro Andrea Cortellazzi ha chiuso al secondo posto, l’olandese ha spadroneggiato in lungo e in largo accumulando montagne di chips.

Vista anche l’abilità del giocatore in questione, la picca sembrava per lui già cosa fatta, come hanno anche scritto sulla nostra pagina Facebook numerosi fan nei commenti alla diretta streaming a carte scoperte da Praga.

Ma nel poker la sorpresa può essere sempre dietro l’angolo, nel bene come nel male. E fu così che da mega chipleader Mulder trovò l’eliminazione in settima posizione…. Ecco la storia di un tracollo per nulla annunciato.

 

Quando la parola ‘chipleader’ è un eufemismo

Tra i 16 left allo start del day5, Mulder iniziava con uno stack di 8 milioni 195 mila chips, pari a 164 big blinds.

Per dare l’idea del gap sugli avversari, il diretto inseguitore era il greco Symeon Alexandridis, con poco più di 4 milioni di stack.

Mulder gioca bene. Sul velluto. Dopo aver eliminato Hossein Ensan in 14° posizione supera il muro dei dieci milioni di chips.

L’olandese fa anche scoppiare la bolla final table vincendo con A8 contro la coppia di jack del francese Manuel Labous grazie a un A flop e si porta a 14 milioni di chips quando i blinds sono 40.000-80.000.

Il diretto inseguitore è sempre Alexandridis che con 4,3 milioni ha 54 bb di stack. Ecco il chipcount del torneo all’inizio del tavolo finale: fa impressione vero?

Il count all’inizio del final table a nove – clicca per ingrandire

 

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Una lieve flessione

A questo punto Mulder inizia una flessione lenta ma inesorabile. Perde un pot contro Alexandridis e scende a 12 milioni, poi uno contro Caminita e scende a 11 milioni, quindi è il turno di vincere una mano contro l’olandese per Andrea Cortellazzi, e Mulder si ritrova a dieci milioni tondi di stack.

L’olandese perde poi 25bb tutti in un colpo, raise-pushando con JJ la tribet di Grzegorz Glowny che gira coppia di assi.

A questo punto Mulder è a 7,5 milioni di stack, di fatto appaiato con il nostro Andrea Cortellazzi. Fino a poco prima sembrava impossibile…

E qualcosa forse si è rotto. Alla seguente pausa Mulder arriva con 5,5 milioni di chips, che per carità, sono sempre 55bb: ma vuoi mettere con gli oltre 150bb che aveva a un certo punto?

 

Il tracollo

Nel giro di poco Mulder scende ancora. Su blinds 60.000-120.000 l’olandese apre 93 360k da small blind, Caminita difende da big blind con K5.

Flop KQ7 doppio check, su turn 9 Mulder bet 240k, call, river 2 e in doppio check Caminita incassa il pot.

A questo punto Mulder con 3,3 milioni di chips è il fanalino di coda del count. Due mani dopo l’olandese apre x2,1 QQ da cutoff e snappa il push del coreano Kim che gira AK.

Il board K862A sancisce la fine dei giochi per l’olandese. Una fine davvero incredibile pensando al dominio che Mulder aveva espresso fino a poco prima, ma che poi così incredibile non è per chi sa che il poker è un gioco in cui non bisogna mai dare nulla per scontato.

 

 

Foto by PokerNews

Author: Ruben Evans